mercoledì, 23 settembre 2009
Scritto da ElisInTheWonder alle 14:06
Settembre non è mai un mese come gli altri.
E' un mese che aspetti, nel bene o nel male, un mese che ti dà ansia -di ricominciare o per ricominciare-.
Quello di due anni fa l'ho aspettato da sempre, è arrivato e mi ha travolto come un'onda.
Ha cambiato quella che ero e ciò che facevo, ma mi ha cullato dolcemente... rendendomi felice.
Lo scorso settembre è stato atteso meno che il precedente, ma sempre pensato: tornare a Roma è sempre una boccata d'aria, inquinata, ma sempre si sollievo.
Questo poi, è stato atteso con terrore... avevo molto da fare e temevo di non concludere niente.
Il bilancio è pessimo: i miei timori al momento si sono avverati, e in più mi trovo in condizione di dover trovare casa.
Non mi sto lamentando: come dice Neru, settembre è sempre tempestoso. Ma alla tempesta segue la quiete, secondo il mio conterraneo illustre.
Solo che non vedo l'ora inizi Ottobre, con i suoi cappotti e gli ombrelli, le lezioni e ricerche che porterà ma quel che aspetto davvero è di usare dei biglietti aerei che per fortuna comprendono anche le valigie, di prendere del sano freddo nordico e di esser circondata dal mio Pì+2 che gli somigliano.
Morale della favola: settè, lète dalle palle e spiccete a passà che ecco non se ne pò più. Tra l'altro nemmeno potrò vedere la mia adorata festa dell'uva, per cui.
mercoledì, 05 agosto 2009
Scritto da ElisInTheWonder alle 10:03
Certa gente non ha proprio limiti, alla vergogna.. alla pazzia.. all'egocentrismo.
Magari non ce li ho nemmeno io. Bah.
martedì, 14 luglio 2009
Scritto da ElisInTheWonder alle 14:10
sabato, 11 luglio 2009
Scritto da ElisInTheWonder alle 13:40
Ci siamo amati tanto, noi due (nei miei sogni).
Ma tu ora devi capire che la vita conta più di tutto, anche dei sogni.
E che l'amore vero è quello coltivato di giorno in giorno, e non di notte.
Mi dispiace davvero tanto, soprattutto dopo quella notte passata assieme, anche se tu non lo sapevi.
Io t'ho guardato sai? Ho notato le rughe affascinanti intorno alla tua bocca, ho assaporato la tua intelligenza e ho goduto della tua simpatia.
Mi hai fatto anche tenerezza, nel vederti un po' impacciato nello spalleggiare la Guzzanti, non sei bravo a recitare a memoria.
Però... il mio subconscio ha parlato.
E io non posso fingere che ciò non sia accaduto.
Sappi che continuerò a seguirti, a leggerti, a vedere i tuoi spettacoli (ad agosto con Normale) e ad ammirarti.
Ma niente più di questo.
Fattene una ragione: ora sei libero, spero che tu sia felice e che ti ricorderai (???) di me.
(Ascoltati questa, vah.)
domenica, 28 giugno 2009
Scritto da ElisInTheWonder alle 23:36
Che strano effetto fa vedere quelle foto.
Non sono passati nemmeno dieci anni dacchè entrando nella classe ad inizio anno trovammo un banco in più. E una peste in più -come se ci fossero mancate-.
Lui si sedette accanto a me, in ultima fila a lato.
E fu così che diventammo amici, e invece di scriverci i classici bigliettini scrivevamo sui fazzoletti di Erikaverde, e parlavamo di noi. O testavamo ogni giorno il "grado d'unto" dei capelli della nostra compagna macedone che sedeva davanti a me e ci schifavamo perchè il fazzoletto veniva sempre verde, anche se Erikaverde non era lei, ma quella accanto.
E ci facevamo promesse, mai mantenute, ma che ancora, incontrandoci, rievochiamo.
E mi si attiravano addosso tutte le invidie delle compagne, innamorate di lui, che ci vedevano così uniti.
A pensare a tutte le volte che lui si prendeva i rimproveri dai professori quando invece la colpa era mia, un po' mi viene il senso di colpa, anche se subito ci ridevamo su e lui mi chiamava "fantasmina, che si sente ma non si vede".
Ma in fondo lui era una peste, soprattutto coi professori... Si nascondeva negli armadietti e faceva impazzire il professore di artistica, chè passeggiava tra i banchi distribuendo i pennarelli di Garbuglia ad ogni compagno, e si sedeva al mio posto facendosi chiamare col mio nome. Se cerco bene, un qualche pennarello di Garbuglia ce l'ho ancora di sicuro.
Adesso invece è cambiato, è responsabile, attento, devoto alle sue due donne.
A settembre mi ha detto:"E' una femmina, mi ci vedi a imparare i nomi delle Winx?", sorridendo.
Perchè loro, la bambina, l'hanno voluta.
"I suoi non approvavano, perciò un giorno abbiamo preso un ago, l'abbiamo sterilizzato e abbiamo bucato il profilattico. Lei è rimasta incinta e i suoi mi hanno permesso di sposarla. Adesso va molto meglio, hanno capito che ci amiamo e ci hanno perdonato. Quando mi sono trasferito quì non avrei mai immaginato che sarebbe andata così, ma sono felice, Ali, felicissimo."
Quando si è trasferito quì, era un ragazzino scalmanato delle medie che doveva portarmi in motorino fino al liceo del mio fidanzatino "e se ci vede la polizia tu con un piede copri la targa"; ora è un uomo, col viso di un ventunenne e le spalle (reali e metaforiche) d'un padre di famiglia.
Buona fortuna Giacomì, a te, a Genni e a quella meraviglia di Giulia.
domenica, 31 maggio 2009
Scritto da ElisInTheWonder alle 08:53
Ieri ho confidato alla mia amica Neru un pensiero che mi circola in testa, ovvero.
Siamo sotto elezioni e io non so chi scegliere, perciò ho preso e ho scritto il nome del mio futuro marito (nei miei sogni è chiaro) su google ed è uscito fuori questo.
Avevo già visitato questo blog e avevo già seguito il mio futuro marito nei suoi interventi, ma stavolta avevo un preciso desiderio civile: informarmi.
Allora mi sono chiesta da che parte votare, visto che, da ogni parte, c'è sempre qualche delinquente.
Parlavo con Neru -dicevo- e le ho detto che non avrei votato per affinità ideologica, nè per simpatia/antipatia. Voterò per minor numero di delinquenti.
E mi sono chiesta in che paese viviamo, chè sono costretta a cercare il partito con la minor percentuale di mariuòli -se tutto va bene, chè ci sono un bel po' indagate per contatti con la mafia-.
Sarà l'occasione a rendere l'uomo ladro o sarà che siamo un popolo di criminali?
Lei ha detto di confidare, e la mia fiducia è stata appagata da questo.
Io non sono certo la persona più adatta a fare pubblicità e tantomeno sono in grado di parlare di politica, chè non ne capisco niente e mi viene il malessere ogni lunedì che vedo passaparola (chè niente c'entra con Gerry Scotti), ma sto provando a farmi un'idea mia leggendo le notizie di chi rischia di essere imbavagliato ogni giorno, chè vuol dire che dice la verità.
Grazie mio futuro sposo, con te e i tuoi amici, magari l'Italia apre un po' questi occhi belli e vede quel che c'è da vedere.
venerdì, 29 maggio 2009
Scritto da ElisInTheWonder alle 14:28
Dire che sei un genio è poco.
domenica, 17 maggio 2009
Scritto da ElisInTheWonder alle 17:46
Che ci posso fare se quando mi vieni in mente in modo inaspettato le lacrime mi scendono giù ancor prima che provi a trattenerle.
Che ci posso fare se quando parlo di te ancora parlo al presente.
Che ci posso fare se continuo a sognarti tutte le notti, a sentire il tuo dolce peso accanto a me anche se non ci sei.
Che ci posso fare se non passa giorno in cui non ti penso, in cui non preghi per te.
Che ci posso fare se il mondo mi sembra meno bello.
Che ci posso fare se il giorno prima di un esame mi metto a cercare dei video in cui ci sei tu, per sentirti un po' più vicina e per farmi un po' di froza.
giovedì, 07 maggio 2009
Scritto da ElisInTheWonder alle 23:39
Certe volte mi riappare il passato, e mi chiedo se preferirei tornare indietro piuttosto che andare avanti.
E' che del passato, anche lontano, inevitabilmente qualcosa mi mancherà.
Potrei aver nostalgia di un peso tra i piedi mentre dormi tutte le notti o di una casa sporca ma con dei bei ricordi di chiacchierate e di film visti in cucina.
Potrei avere a volte anche nostalgia del raccoglitore di oli vegetali esausti e dei bidoni per la raccolta differenziata di pannoloni-pannolini-assorbenti.
Oppure potrebbe mancarmi la persona che ero, giusto per un po'.
Ma poi alla fine, ripensandoci, sono sempre la stessa... solo che più matura.
Quello che qualche anno fa mi terrorizzava mi terrorizza ancora, solo che ora sono diventata più brava a nasconderlo.
Siamo quasi ad un traguardo, e la tensione sale.
Lo so che il tempo è relativo, che le storie sono relative e soprattutto le persone sono relative.
Ma ho paura di rifare gli stessi errori, perchè in questo caso no, non ci penso proprio a tornare indietro.
Vorrei solo non sentire il peso di un errore passato, vorrei sapere che quella è una lezione che ho già imparato e che non c'è bisogno di ripassare.
E' che questo presente mi piace, nonostante le nostalgie (a parte quella incolmabile).
martedì, 07 aprile 2009
Scritto da ElisInTheWonder alle 12:39
Nel cuore della notte, ad un certo punto, in un certo sogno, sento uno sbattere forte e ritmico. A metà strada tra i sogni e la realtà penso che sia il playboy dell'altra stanza che "miete un'altra vittima" ma piano piano mi rendo conto che nemmeno hulk sarebbe così forte... apro gli occhi e l'armadio sopra le nostre teste dondola, e batte contro il muro.
"pì cazzo svegliati"
"..."
"pì scendi da questo cazzo di letto ORA!"
"...che c'è??"
"l'armadio, il terremoto"
"... lasciami dormire, smetterà"
"il cazzo!"
lo tiro giù a calci dal letto, prendo Ratuzzo e ci mettiamo sotto lo stipite del balcone. Fuori la quercia enorme balla, d'un ballo lento e ciondoloso. E' durato tanto. Non so di preciso quanto, ma è durato tanto.
In preda al sonno ho pensato che ormai era passato e me ne sono strafregata di chi e di dove. Noi stavamo bene.
Ho ricevuto parecchie chiamate quella notte ma non ho avuto il buon senso di rispondere.
Il giorno dopo, ho rivisto quei volti e quegli occhi di chi è stanco e ha paura e non ha più niente a cui aggrapparsi.
Nel mio paese, oltre a qualche scalinata e a qualche chiesa inagibile, per fortuna non abbiamo avuto danni... ma ricordo bene le facce di quelli, a pochi km di distanza, sulle mie montagne, rimasti senza niente. Ricordo bene i loro racconti.
Dicono che non esista un terremoto uguale ad un altro. Ma la disperazione successiva, è sempre la stessa.